Quintessenza Ristorante

Archives: Gennaio 2016

La guida Michelin 2016

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Tre giovani ed entusiasti fratelli, di cui uno in cucina, e il loro locale di moderno minimalismo sempre centrale anche se non sul porto.

Proposte di cucina fantasiosa con materie prime che seguono le stagioni.

Olio extra vergine di produzione propria.

Identità Golose – Guida ai ristoranti 2016

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Andamento sincrono, idee chiare, profilo basso, altissime prestazioni. Un peculiare mix di leggerezza atletica tecnico-combinatoria e determinazione da panzer. Se c’è un modo buono per dire clan, è il loro, quello dei Di Gennaro bros che in meno di quattro anni zitti zitti, cheti cheti hanno scalato le altezze della ristorazione regionale piazzandosi stabilmente in cima agli indici di gradimento. Con appendice di fama extra-territoriale, per inciso.

Successo ascendente di critica e di pubblico per Quintessenza, astro nascente frutto delle intelligenze combinate[…]
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DOVE – Tendenza zero stelle: 10 chef emergenti da scoprire

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DOVE – Dicembre 2015
Ecco chi sono e dove lavorano i dieci giovani cuochi under 35 da provare prima che diventino (troppo) famosi.
[…] Stefano Di Gennaro, 30 anni – Autodidatta, rischia tutto puntando su Quintessenza, ristorante che apre nel 2011 a Trani (Bt), la sua città. E vince la scommessa: Top chef di domani per la guida Alberghi e ristoranti d’Italia 2016 del TCI . Fra cucina e sala ci sono i tre fratelli. Una vera squadra d’assalto, che si muove con grazia culinaria in un locale sobrio dai pochi coperti.
A Quintessenza, sulle note dell’olio extra vergine d’oliva di famiglia, la campagna e le onde del Tacco d’Italia rivivono in piatti come Orecchiette di grano arso con frutti di mare e pesto di mandorle di Toritto o La colazione del contadino, un crumble con biscotto all’olio extravergine d’oliva, gelato alla ricotta e coulis di pesca. Fanno naturalmente capolino nel menu tipicità come i pomodori fiaschetti di Torre Guaceto e i gamberi rossi di Gallipoli e c’è il riscatto del pesce povero, per esempio in Sgombro, mela e cerfoglio. Ritratto di una Puglia autentica e inattesa.[…]

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I Ristoranti d’Italia 2016 – Le guide de L’Espresso

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Pochi posti e ambiente sobrio per un’esperienza gastronomica giovane e ambiziosa. Cucina interessante, dai crudi di mare al baccalà su crema di porri e olive nere, per iniziare, e l’imperdibile tortello di ricotta di pecora, gambero rosso di Gallipoli, a seguire. Gioco di sapori e colori con il filetto di branzino. Cassata al pistacchio e macaron per chiudere. Servizio di sala d’altri tempi, impeccabile. Carta dei vini in crescita ma già di qualità.

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Spaghettone a Gallipoli – Identità di Pasta Expo

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Un abbraccio di pasta che dalla Puglia è arrivato fino a Expo Milano 2015, per Identità di Pasta

Alla prova sul palco di Identità di Pasta a Expo, il giovane cuoco Stefano di Gennaro del ristorante Quintessenza di Trani è nervoso e timido. La semplicità e la bravura però pagano e il suo Spaghettone a Gallipoli convince il pubblico.

Fan sfegatato del gambero rosso di Gallipoli, Di Gennaro presenta uno spaghetto Felicetti che sembra abbracciare tutta la Puglia. Un solo ingrediente dominante che il cuoco valorizza fino all’essenza senza sprecarne nemmeno un’antenna. […]

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il ventre dell’architetto – fratelli di puglia

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L’abito è perfetto, di quelli che cadono a pennello e sembrano cuciti addosso.

Gentilezza, sorrisi e l’effetto anti-stress degli ambienti freschi di restyling ti trascinano subito in un indefinibile stato di benessere e alleviano di colpo il peso dei pensieri e degli affanni predisponendoti al meglio.

E che il meglio abbia preso fissa dimora tra le candide tovaglie e stoviglie su cui posi attonito lo sguardo, lo capisci subito sfogliando la carta. Chiara, perentoria, ispirata certamente ad esempi più grandi e importanti, ma “parva sed apta mihi”, come dicevano i latini: discrete e intelligenti incursioni territoriali, spiegate a voce con garbo, se necessario, in una sorta di rito iniziatico alle gioie che verranno.

Parrebbe il ritratto della perfezione, insomma. Senza scosse e sussulti. Senza macchie o sbavature. Quattro mostri di bravura, quattro enfant prodige che hanno saltato l’età dell’innocenza e dei giochi per salire al più presto sull’alta velocità in direzione del successo. […]

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I Top di domani – Alberghi e ristoranti d’Italia 2016 Touring Club Italiano

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ALBERGHI E RISTORANTI D’ITALIA 2016 – TOURING CLUB ITALIANO
I Top di domani.
Area Sud.

Stefano Di Gennaro – Quintessenza Trani (BT)

Premiamo Stefano, ma dovremmo premiare tutti e tre i giovani fratelli Di Gennaro.
Un locale contemporaneo, una cucina, quella di Stefano, che invita all’allegria, che è una festa di colori e di gusto, che appaga con i sapori del mare e promette di andare lontano.

LA PUGLIA È SERVITA – Premio Chef Emergente 2015

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LA PUGLIA È SERVITA

“Grande passione e determinazione per questo giovane chef che ama la sua terra e ne coglie la ‘Quintessenza’ nei suoi piatti dallo stile minimalista ma sempre autentico.” Premio 2015 Chef emergente – Per l’ispirata versatilità con cui reinterpreta la cucina pugliese in chiave creativa e ricercata

Alberghi e ristoranti d’Italia 2016 – Touring Club Italiano

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CUCINA D’AUTORE

Locale giovanile che rispecchia i colori della Puglia con interni curati e moderni. La cucina è incentrata soprattutto sul pesce, e quindi crudo di gamberi di Gallipoli, orecchiette di grano arso frutti di mare e pesto di mandorle, anche se non mancano piatti di carne come maialino e bieta. Per assaggiare la cucina del locale è possibile scegliere alla carta o fra i menu degustazione. Tra i vini della cantina non solo bottiglie della zona ma anche di produttori che in Italia e all’estero lavorano biologico e biodinamico.

Ristoranti d’Italia 2016 – Gambero Rosso

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81 (Due forchette)

51 Cucina
14 Cantina
15 Servizio
1 Bonus

I Di Gennaro sono quattro fratelli che come novelli moschettieri si fanno strada nel mondo della grande cucina d’autore. Due ai fornelli e due in sala, giovanissimi ma già di brillante talento, animano uno dei locali più interessanti di Puglia e di tutto il Sud. La linea di Stefano è fatta di eleganza e concentrazione di sapori, semplicità e intensità. Nel piatto pochi elementi, in un gioco che punta sempre più alla sottrazione per un risultato di gran gusto e pulizia. Ad esempio lo sgombro con ricotta e pomodorino “scattisciato”, il polpo con pane e pomodoro, la spigola con ricotta e granita di spinaci, dove mare e orto si incontrano con una freschezza contemporanea. Ancora meglio i primi, tra i bottoni di patata affumicata con gambero rosso e brodo al nero di seppia e limone, orecchiette di grano arso con frutti di mare e pesto di mandorle (straordinarie) e ancora il riso con peperoni dolci, liquirizia e sgombro. Esemplari per intensità, inoltre, gli scampi con piselli e agrumi, il rombo con gli sponsali, e pure il “torcinello” con scalogno e vin cotto di fichi, un garbato omaggio al repertorio più popolare e rustico, elaborato con assoluta coerenza alla ricerca ortodossa. Una cucina vivace e provocatoria ma già incredibilmente solida e concreta. Sala e cantina in costante miglioramento: la cordialità e l’empatia di Domenico non fanno mancare attenzione e professionalità, e la carta dei vini affidata a Saverio è cresciuta notevolmente rispetto allo scorso anno, in perfetta assonanza con l’intera proposta. Bonus ai menu degustazione a 38 e 55 euro.