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Identità Golose – Guida 2017

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identità golose

Ci sono i bad boys col curriculum internazionale e i bravi ragazzi fanatici del territorio, ma la quintessenza dell’impresa per gli uni e gli altri è la fratellanza, il sangue, la famiglia. Elisir di lunga ristorazione, umami che ha fatto la storia delle grandi maison di cucina su scala nazionale. E che certamente ha portato fortuna ai Di Gennaro Bros, in marcia dal 2011 e da subito in pole sulla scena gastronomica regionale.
Siamo a Trani, ma nell’enclave urbana, insomma a qualche distanza dalla silhouette mozzafiato con vista mare e cattedrale a perpendicolo sull’acqua. Per dire che il luogo con il successo di Quintessenza c’entra niente. Il locale gli somiglia, pulito, essenziale, elegante q.b. ma non tanto da inibire il desiderio di scarpetta. Domenico sta in sala, pignolo e dalla parte dell’ospite anche a costo di mettere in croce la brigata di cucina. Saverio è quello più frizzante, la carta dei vini che premia il terroir pugliese è sua. Alessandro, ultimo nato, è stato spedito in pasticceria (d’autorità). Tutti gregari ma allo chef Stefano gli altri 3 riconoscono il merito d’avere indovinato la strada per tutti.

«A 11 anni mio padre mi ha mandato in pasticceria, oggi sarebbe reato – racconta il cuoco – invece è lì che ho covato il sogno di aprire un posto tutto mio». Il risultato è una cucina leggera dai sapori nitidi come il Risotto alla mela verde, camomilla e sarago al lime. O merende d’altri tempi come Pane fritto, zucchero, caprino, marmellata di pesche e gelato alla mandorla (quella burrosa di Toritto, che porta il nome dell’agricoltore Filippo Cea).

Sonia Gioia